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Grosio
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mwjqGrosio (Gròs in mwjgdialetto valtellinesecite-ref-6[6]) è un mwkwcomune italiano di mwla4 224 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwmqprovincia di Sondrio in mwmgLombardia, che sorge allo sbocco della mwmwVal Grosina.
Contents
• Storia
• Società
• Economia
• Note
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Storia
Il popolamento nella zona risale all'mwnwetà del bronzo ed è testimoniato dal maggior monumento archeologico valtellinese: la Rupe Magna. Come nella più famosa e vicina mwoaValcamonica anche qui troviamo delle mwoqincisioni rupestri.
• il secondo, detto castello nuovocite-ref-1-7-3[7] o dei mwuaVisconti, si trova sopra Grosio e risale invece al periodo delle lotte tra mwuqguelfi e ghibellini (seconda metà del mwugXIII secolocite-ref-1-7-4[7]).
Durante il mwwaSeicento il paese ebbe frequenti contatti con la mwwqRepubblica di Venezia. Molti grosini si recavano nella Serenissima per lavoro o come soldati. Il costume tipico del paese, diverso dagli altri della zona, viene fatto risalire a questo periodo e a questi contatti. Secondo le leggende (non confermate però da documenti d'archivio) deriverebbe da quello di mwwgschiave circasse, balcaniche od ottomane, comperate e poi sposate dagli abitanti di Grosio che si erano trasferiti come emigranti a Venezia. A queste origini risalirebbe anche il costume tipico delle donne, "costume tipico dai colori vivaci, dalle scollature profonde, dai gioielli, dai fiocchi di seta e dai cappelli con piume di struzzo",cite-ref-8[8] che molte grosine anziane continuano a indossare.
Questa tenuta è arricchita da peculiari orecchini, detti in lingua locale mwyaurecìn di bròchi, "orecchini d'oro, ad anello con una borchia, che vengono portati dalle donne di Grosio. Possono essere lisci o in filigrana e, fino agli inizi di questo secolo [XX], provenivano direttamente da Venezia. Alla lettera "orecchini con le bullette", detti anche mwyqurecìn cun la bròca".cite-ref-9[9]
Secondo la tradizione, le donne circasse e straniere importarono la coltivazione del mwzwgrano saraceno, che poi da Grosio (ma anche da mwaaTeglio) si diffuse in mwaqValtellina; ancora oggi base per la preparazione dei mwagpizzoccheri valtellinesi.
Un'importante testimonianza artistica è la villa Visconti Venosta, ora sede del museo comunale. Nel mwbaCinquecento Grosio diede anche i natali a uno dei più noti pittori locali, mwbqCipriano Valorsa. Altri personaggi di origine grosina furono mwbgEmilio Visconti-Venosta, ministro degli esteri del Regno d'Italia e suo fratello Giovanni, autore di mwbwRicordi di gioventù e del poemetto satirico mwcaIl prode Anselmo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Siti archeologici
Parco delle Incisioni rupestri di Grosio e Grosotto
Architetture religiose
Parrocchiale di San Giuseppe e chiesa di San Giorgio
La chiesa di San Giorgio ospita un'ancona in legno del mwnw1494, dipinta da mwoaAndrea Passeri.cite-ref-044-10-0[10]cite-ref-0411-11-0[11]
Altre architetture religiose
• Chiesa di Sant'Antonio, a Biancardino
• Chiesa della Beata Vergine di Lourdes, a Eita
• Chiesa della Beata Vergine delle Valli, a Fusino
• Chiesa della Beata Vergine della Misericordia, a Valdisacco
• Chiesa di San Giovanni Battista, a Vernuga
• Chiesa di San Gregorio Magno, parrocchiale nuova di Ravoledo
• Chiesa di San Gregorio, antica parrocchiale di Ravoledo
• Chiesa di San Giacomo, edificata sopra la medievale chiesa dei Santi Giacomo e Colombano di Ravoledo
• Chiesa parrocchiale della Visitazione della Beata Vergine Maria a Tiolo
Architetture civili e militari
• Villa Visconti-Venosta
Edificata nel XVI secolo, verso la fine dell'Ottocento la dimora fu ristrutturata da mwvqEmilio Visconti-Venosta, al quale si deve la realizzazione del loggiato e del salone di rappresentanza.cite-ref-0-12-0[12] Tra i corpi di fabbrica che compongono l'attuale struttura, la parte nord è quella più antica, in quanto conserva ancora elementi databili al XVIII secolocite-ref-122225-13-0[13].
La villa presenta una pianta a "U" aperta verso il cortile, il quale introduce un ampio parco.cite-ref-122225-13-1[13]
• mw3gCastello di San Faustino
Del castello, edificato nel X secolo rimangono alcuni ruderi dominati dal campanile romanico della chiesetta di San Faustino.
• mw4gCastello Nuovo
Già residenza dei Visconti-Venosta, il complesso del Castello Nuovo è databile alla seconda metà del XIII secolo. Dell'antico complesso è possibile osservare il recinto fortificato, costruito a protezione di un edificio situato a una quota più elevata ma della quale rimane ben poco.cite-ref-1-7-5[7]
Interesse naturalistico
Nei dintorni di Grosio si trova il castagno di Bedognolo, che, con la sua circonferenza di 12 metri, è uno dei più grandi della regione cite-ref-14[14]
Società
Evoluzione demografica
Economia
Artigianato
Alla fine del XIX secolo, Grosio diede spazio all'allevamento del baco da seta. Nel 1871 alcuni locali della villa Visconti Venosta furono destinati alla mw-abachicoltura, ma gli elevati costi di mantenimento dell'attività determinarono presto la cessazione di questa pratica, che avvenne nel 1876.cite-ref-16[16]
Amministrazione
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-superficie-11. mwarymwarcmwargRegione Lombardia - Guida ai comuni e alle province, su mwarktuttitalia.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwar8mwasamwaseBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwasidemo.istat.it, mwasmISTAT.
cite-note-32. mwascmwasgStatuto del Comune di Grosio (SO). Approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 28 novembre 2006 con deliberazione n. 95.
cite-note-divamm-sismica-43. mwaswmwas0mwas4Classificazione sismica (mwas8mwataXLS), su mwaterischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-54. mwatumwatymwatcTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwatgmwatkPDF), in mwatociterefmwatsLeggemwatw mwat026 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwat4Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwat8 151. mwauaURL consultato il 25 aprile 2012 mwaue(archiviato dall'mwauiurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-88. ↑ mwawamwaweLa storia delle "donne veneziane", in mwawiIl Giorno, 22/05/2007.
cite-note-99. ↑ mwawyGabriele Antonioli e mwawcRemo Bracchi, mwawgDizionario etimologico grosino, Grosio, Biblioteca comunale Museo del costume di Grosio, 1995, p.mwawk 933.
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cite-note-0411-1111. ↑ mwaxuAA. VV.,mwaxy mwaxcIl Duomo di Como,mwaxk p. 222.
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Bibliografia
• citerefsantiSantino Langè, Ville delle province di Como, Sondrio e Varese, a cura di Pier Fausto Bagatti Valsecchi, Vol. Lombardia 2, Milano, Edizioni SISAR, 1968.
• citerefcariploIl Duomo di Como; testi di Pietro Gini, Ottavio Bernasconi, Luisa Cogliati Arano e Giorgio Mascherpa; fotografie di Mario Carrieri, Milano, Cassa di risparmio delle provincie lombarde, 1972.
• citerefperogalliCarlo Perogalli, Enzo Pifferi e Angelo Contino, Castelli in Lombardia, Como, Editrice E.P.I., 1982.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Grosio
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.grosio.so.it.
• citerefsapere-itGròsio, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliGrosio, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.